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martedì 5 gennaio 2016

CAMBIERA', NONOSTANTE LE RESISTENZE


Cambierà, nonostante le resistenze strenue del sistema di controllo messo in atto dalla elite di potere. Questa la scommessa di Davide Icke e, quando sono serena, anche la mia. A volte però mi capita di toccare momenti di sconforto nel constatare come la stupidità umana stia registrando picchi inusitati; penso alle guerre insensate, ai genocidi, alle industrie scellerate del farmaco che mietono più vittime delle bombe, ai cieli grigi delle nostre città e ai terreni macabramente aridi delle nostre campagne, ai metalli pesanti nelle nostre fonti, al degrado delle menti decerebrate irretite dai telefonini di ultima generazione... eppure sottile la nuova energia si insinua tra i reticoli tessuti ad arte per creare schermo protettivo contro la trasformazione, striscia nei meandri dei cervelli e dei cuori ancora vivi, si inerpica lungo le nostre colonne vertebrali, vibra nell'aura di chi resiste al nichilismo e abbraccia l'esistenza come Essere Umano. 
Come già scritto in TAROCCHITAE, questo è l'anno dell'eremita. Chi ha un cuore da ricercatore non tema il percorso, si avventuri verso nuovi lidi sapendo di essere protetto dalla sua stessa mission.      

DAVID ICKE: SIAMO DENTRO UN CAMBIO VIBRAZIONALE. IL SISTEMA DI CONTROLLO NON SOPRAVVIVERA’!
“Una nuova consapevolezza sta emergendo, per decodificare un NUOVO MONDO.  Questo cambio vibrazionale sta entrando nei luoghi oscuri delle società segrete, nelle fogne del sistema di controllo, che sta andando verso la sua fine. Pensiamo che il sistema di controllo stia aumentando il suo potere e si, in superficie così appare… ma in realtà sta gettando le sue ultime carte.  
La verità è che non ha chance di sopravvivenza, perché c’è una nuova energia che è stata “soffiata” in questo sistema di controllo, che sta andando a pezzi. 
Si, in questo processo di risveglio, non è ancora la maggioranza, ma il numero di coloro che si stanno risvegliando è fantastico.
Mentre veniamo colpiti da questa nuova energia… non deve esserci piu’ paura e complicità sottomessa. Ecco perchè tutta questa gente del sistema di controllo, data la loro arroganza e apparente potere, è terrorizzata dal risveglio della umanità.  
Il predatore è terrorizzato dal risveglio umano.

Loro” possono vedere oltre la timeline (la linea del tempo) e sapevano perciò che questo tempo sarebbe arrivato. In passato l’umanità non sapeva di essere controllata da quella forza, che poteva perciò andare avanti in modo indefinito. 
Ma quel che è successo è che… sapendo che questo cambiamento vibrazionale sarebbe arrivato  … ora “loro” cercano di buttare tutto all’aria. Ecco anche perché stanno manipolando il nostro campo magnetico: per far deviare la frequenza di questo cambiamento che ci risveglierà. 
OGM, medicine, microchip, inquinamento magnetico, cellulari… tutti sono per destabilizzare il nostro computer-corpo, per impedirci di ricevere le nuove frequenze di questo bellissimo cambiamento che si sta dispiegando. 
I nostri figli e nipoti non vivranno in uno stato orwelliano, in una dittatura globale fascista.  Questo è il periodo in cui tutto questo se ne sta andando.: se ne sta andando una base informativa (una serie di infomazioni inscritte, ndt).
Quel che penso è che questa tecnologia HAARP , con base iniziale in Alaska e ora diffusa anche in altre parti del mondo, quel che essa fa… è far rimbalzare le onde radio oltre l’atmosfera, nei suoi strati superiori, per poi ritornare sulla terra. Si, si può manipolare il clima ed anche creare terremoti ed altro, ma lo scopo primario per cui esiste è per essere di supporto alla soppressione del cambio vibrazionale della terra, cosi’ da impedirci ancora di ricevere l’impatto di questa energia di cambiamento. 
Anche con le scie chimiche cercano di  creare una realtà, che funga da barriera per quellevibrazioni di cambiamento.
Il cambio è epocale ed è arrivato naturalmente. Questo cambio vibrazionale, queste vibrazioni ti guariscono  dentro e quindi guariscono la scissione nella psiche umana, che ha causato cosi tanto caos e che si manifesta nella olografia delle guerre, delle liti, delle ossessioni, dell’affamare un mondo di abbondanza, della frustrazione, ed è questa scissione su cui si basa questo meccanismo di controllo”.

Fontehttp://www.educazionementale.it/david-icke-siamo-dentro-un-cambio-vibrazionale-il-sistema-di-controllo-non-sopravvivera/

mercoledì 16 dicembre 2015

LA SCUOLA NEL BOSCO



OH! ADESSO SI CHE SI COMINCIA A RAGIONARE!! 
Finalmente un pò di sana intelligenza che rompe gli schemi di un modello educativo troglodita, volto a rendere gli uomini e le donne di domani degli schiavi separati dalla loro forza vitale. Leggete questo articolo e poi, se vi piace l'idea, spargete il verbo. Che scuola all'aperto sia, non solo nell'evoluto Trentino o in poche altre sparute realtà. Siamo pronti per il cambiamento di paradigma!   

I bambini di Besenello hanno un'aula in più per fare lezione. Strano, si dirà, dato che non ci sono stati lavori alle elementari, non si sono visti operai muoversi tra i corridoi. Ed è vero, perché dei lavori ci sono stati sì, ma nel bosco.
Le elementari di Besenello, e anche tutto il paese, avranno dall'anno prossimo un'aula nel bosco. Una radura, ripulita, di fronte a castel Beseno, sta diventando una vera e propria aula all'aperto, dove tutti gli insegnanti della scuola primaria di Besenello potranno venire a far lezione. Si potrà insegnare la scienza, la natura, ma anche qualsiasi materia potrebbe essere insegnata tra gli alberi e all'aria aperta. L'idea dell'"aula nel bosco" è partita da alcuni maestri della scuola e dall'amministrazione comunale, che hanno visto subito l'utilità di una radura sulle prime pendici del monte Mosna, a lato della strada che sale al castello. L'idea ha visto subito l'appoggio della dirigente dell'istituto comprensivo, Daniela Depentori.
Il luogo si raggiunge in venti minuti circa dal paese: una distanza ideale per venire a fare delle lezioni. In questi giorni si è creato un vero e proprio gruppo di volontari, composto da genitori, maestri, alcuni giovani e anche il sindaco, che hanno ripulito l'area. La forestale aveva già predisposto la zona, ripulendola, e ha fatto anche una sorpresa. Con un piccola "spuntatina" di alcune piante, hanno creato una finestra che guarda direttamente verso il castello. I bambini così avranno di fronte a sè, d'infilata, alle spalle dell'insegnante, il colpo d'occhi del maniero simbolo di Besenello.
Nella parte alta dell'aula c'è una risalita, dove verranno collocate delle sedute fatte con dei tronchi di larice. Lì i bambini potranno sedersi per seguire la lezione. Sul retro i forestali hanno piantato alcune decine di piante di vario tipo, agrifoglio e gincobiloba compresi: un piccolo museo. E poi I posti a sedere saranno alcune decine, e potenzialmente l'aula nel bosco potrà accogliere una cinquantina di persone, anche di più se in piedi nel bosco circostante.
Ed infatti il luogo non sarà riservato solo alla scuola, ma sarà a disposizione di tutto il paese. Le associazioni potranno programmarvi eventi, concerti, incontri. Per l'inaugurazione si pensa ad una settimana di eventi durante la primavera, con concerti, giochi, incontri. L'aula è raggiungibile a piedi dal paese salendo per la strada diretta al castello, deviando poi per uno stretto sentiero. Sul retro, poco distante, si trovano i valli paramassi realizzati di recente, dove arriva una strada forestale.
In caso di eventi e manifestazioni, quindi, si potrà salire con dei mezzi fino nei pressi della radura.

mercoledì 21 gennaio 2015

la tecnologia intelligente




Finalmente una buona notizia, finalmente un utilizzo serio e utile della ricerca tecnologica!


Grazie - con buona pace dei detrattori di Napoli - ai ricercatori del CNR della città campana, ritorniamo a parlare del tesoro: circa 1800 papiri carbonizzati dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.c. e rinvenuti in una villa di Ercolano, soprannominata appunto la Villa dei Papiri. 
I papiri, ritrovati nel lontano 1752 non sono mai stati esplorati al loro interno per evitarne la sgretolazione. A quanto pare però finalmente saremo in grado di conoscerne il preziosissimo contenuto, grazie ad una raffinata procedura di tecnica tomografica
Dalle primissime indagini pare che gli scritti possano essere ricondotti al I sec d.c. e attribuibili allo stesso filosofo epicureo Filodemo. 
Tutto ancora da verificare, e tutto da scoprire, ma intanto qualcosa di grande e bello esiste e si muove,  in questa società di morti viventi; intanto qualcosa arriva a donarci speranza di bellezza e saggezza del vivere. E' questa la direzione che auspico per l'Italia: essere un museo a cielo aperto, un giardino dell'eden, dono per il mondo intero.

  

sabato 13 dicembre 2014

when going back means go ahead




Cambiare si può. Lo testimonia Carlo Montesanti che, con la sua compagna Jessie Jowers, ha scelto da anni di vivere a contatto con la natura, in modo semplice ed essenziale. 
Questo gli ha permesso di entrare in sintonia con la Terra e poter essere ricettivo ai bisogni di una specie - le api - essenziale per l'ecosistema e fortemente minacciata dalle politiche agricole di sfruttamento indiscriminato dei terreni e utilizzo scellerato di pesticidi.
Il suo impegno si è diretto primariamente all'interno della Fondazione Bee Guardian, una organizzazione per la salvaguardia e la conservazione di tutte le specie di api e altri impollinatori, che "abilita le persone, le istituzioni, le imprese, le città a diventare "Bee Guardian", ovvero ad impegnarsi a gestire i terreni in modo ape-friendly".  
E' così che un Carlo siciliano e plebeo e un inglese omonimo ma coronato, si sono incontrati e hanno dialogato sull'importante problema dell'equilibrio del nostro ecosistema, come si può leggere nell'articolo fotografato qui sotto



Carlo e Jessie, dopo anni nei boschi inglesi, hanno scelto di trasferirsi in Sicilia, dove è nato il loro bellissimo bambino. E' recentemente stato scritto un articolo su di loro e sullo stile di vita che conducono su http://www.accent-magazine.com/issue7/Jessie-and-Carlo

sabato 8 novembre 2014

ripensiamo il lavoro: una società eco-solidale

Nuova coscienza. 
Per crearla bisogna informarsi, pensare con la propria testa, valutare... e poi




"... Se penso  alla quantità e alla qualità di patrimonio storico e archeologico lasciato in abbandono o minacciato da speculazioni in regioni come la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Campania, il Lazio non c’è dubbio che tocchiamo un nervo esposto di un Paese incapace di comprendere l’importanza e l’interesse della sua complessa e sfaccettata identità storica e di tradurla in un’attività culturale presente e in una possibile conservazione e fruizione rispettosa. Un discorso analogo vale per la ricchezza del patrimonio ambientale. Come è noto l’Italia è uno dei territori più ricchi di biodiversità dell’intera Europa: ospita circa il 43 per cento della fauna e della flora europea e circa il 4 per cento di quella mondiale. Ma è anche uno dei paesi più esposti in Europa al degrado degli ecosistemi e dunque alla perdita di biodiversità.
Credo d’altra parte che ci sia un motivo per cui non si è investito in quei settori. Non si è trattato di una semplice dimenticanza. Il motivo è che da un punto di vista simbolico il solo valore che conta in una società ispirata all’ideologia della crescita è il lavoro produttivo, sbrigativamente identificato con quello che genera rapidamente capitale da reinvestire e con quello che predispone all’ulteriore espansione del consumo. Non conta sottolineare che questi settori contribuiscono a produrre ricchezza non solo in senso immateriale ma anche materiale. È nel nostro immaginario che questi settori sono improduttivi. Come improduttive sono ritenute tutte le attività rivolte alla rigenerazione e alla manutenzione della vita e della comunità. La questione riguarda dunque in primo luogo come far fiorire queste attività nel nostro immaginario. Come riconoscere quella ricchezza e valorizzarla.
Il problema con cui la nostra società si confronta oggi non è la carenza di lavoro nel senso di possibili attività umane volte a conservare, consolidare o accrescere il benessere individuale e collettivo. Il problema riguarda piuttosto la divaricazione tra attività lavorative e reddito, e d’altra parte la divaricazione tra la diminuzione delle fonti di reddito e la crescente dipendenza dalla moneta per garantire il sostentamento proprio e della propria famiglia. Ovvero la realtà della “scarsità di lavoro” e contemporaneamente l’aumento dei working poors (persone che lavorano sempre di più ma che non ce la fanno a mantenersi) è – contrariamente a quanto si pensa – un effetto della modernità, della crescita e dello sviluppo e non un semplice effetto di una congiuntura economica sfavorevole.
Dunque la possibilità di inventare nuove forme del lavoro fuori dalla “società del lavoro” richiede di accettare di confrontarsi senza soggezione con un lavoro informale, con un lavoro de-mercificato, de-salarizzato, ri-localizzato, inventando modalità e soluzioni nuove che mettono insieme lavoro, attività, cura, tutela dei beni comuni, volontariato, formazione, scambio, produzione, riproduzione, autoproduzione, condivisione, redditi e benefici in forme e configurazioni differenti, ibride, plurali, in cui le vite, le esperienze, le differenze siano centrali e non accessorie. In altre parole non si tratta solo di inventare nuovi posti di lavoro ma di ripensare radicalmente l’idea di lavoro e di benessere (o ben vivere) nella nostra testa.
Da questo punto di vista si può riflettere sulla proposta di Alberto Castagnola di partire dai gruppi, comitati o coordinamenti locali più che attendere iniziative istituzionali dall’alto che potrebbero non arrivare mai. Si tratterebbe – secondo la sua ipotesi – di incontrarsi e individuare i beni comuni del proprio territorio che si vuole prendere in cura per elaborare un piano di intervento. Dunque si metterebbe in atto una mobilitazione e un lavoro senza retribuzione, a carattere volontario, perlomeno all’inizio del processo, in modo da far emergere l’importanza di singole azioni o progetti o di specifici settori di intervento valorizzando in questo modo sia i lavoratori che il patrimonio collettivo di una comunità. Lo scopo è creare una partecipazione dal basso e di mostrare un’alternativa alla sindrome della crisi economica, della mancanza di fondi, dell’atteggiamento passivo verso le istituzioni pubbliche e rappresentative. Questo tipo di temi potrebbero e dovrebbero entrare dentro alla discussione delle Reti di economia solidale, dentro alle esperienze dei Gas e più ancora dei Des (Distretto di Economia Solidale)"
estratto da: Usciamo dalla società del lavoro di Marco Deriu

siti interessanti:


giovedì 30 ottobre 2014

La coerenza di Muijca





Commovente intervista a Josè Mujica, presidente dell'Uruguay, uomo ineguagliabile per integrità e umanità.

In questo filmato del 2013 (prendetevi 25 minuti, ne vale la pena!) è chiarissima la frugale dimensione del suo vivere, che dona concretezza al concetto di decrescita felice di Latouche e ridona dignità alla parola COERENZA. Ha 79 anni, ma è l'emblema dell'Uomo Nuovo. 


Alcune frasi:

"Poveri sono coloro che necessitano di tanto."

"Non sono contro il consumo, sono contro lo spreco"

"Ci lamentiamo del surriscaldamento globale mentre distruggiamo la Natura"

"Ho imparato che le formiche urlano. Urlano."

"Nessuno è meglio di nessun altro"

"Il presidente è un funzionario, non un re, non un dio. Non è lo sciamano che conosce tutto. Come tale alla fine del mandato deve andarsene ed essere sostituito. Sono contro la rielezione"

"Il mio obiettivo è aiutare i più deboli e creare un nuovo modo di fare politica, un modo di guardare al futuro che verrà tramandato e usato per andare avanti"

"La vita scivola via. Il modo di prolungarla è lasciare gli altri continuare il tuo lavoro"

"La libertà è avere tempo per vivere"

"L'unica dipendenza buona è l'amore. Dimenticate il resto"

"Il segreto della felicità? Vivere coerenti col proprio pensiero"







guarda anche
Il miglior discorso del mondo

dove dice che

 "Lo sviluppo deve essere a favore della felicità umana, dell'amore, della Terra, delle relazioni umane"




sabato 18 ottobre 2014

trasformazione creativa: quando la separazione diventa unione




Una pista ciclabile 

al posto della cortina di ferro che 

divideva l’Europa



Quasi 7000 chilometri di pista ciclabile ripercorrono la cortina di ferro che divise l'Europa, dal Patto di Varsavia fino alla caduta del muro di Berlino.

Un percorso per riscoprire la storia dell’Europa. Una pista verde che trasforma quello che fu il confine tra Europa dell’Ovest e dell’Est in un trait d’union della cultura europea, grazie anche alla mobilità dolce.

È questo il progetto proposto in Parlamento dal deputato tedesco Michael Cramer, che nel 2005 vide nella “Iron Curtain Trail” un modello di turismo sostenibile.

Si tratta di quasi 7000 chilometri (6.800 per la precisione), che vanno dal Mar Nero a sud fino al Mare di Barents a nord. E ironia della sorta quella che era considerata una “cintura della morte”, è oggi una “cintura verde”, trasformata in uno straordinario habitat per piante e animali grazie a decenni di isolamento.

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Una vera e propria riserva naturale, patrocinata e protetta dallo stesso Mikhail Gorbachev, ex presidente dell’Unione Sovietica e presidente di Green Cross International (GCI). La “Pista della Cortina di Ferro” attraversa ben 150 parchi naturali, tre riserve naturali Schaalsee, Elbaue e la Rhoen e il Parco Nazionale del Harz Mountains.

Non solo natura. Ci sarà la storia ad accompagnare chiunque si addentrerà attraverso questo confine storico, teatro di numerose battaglie e culla della cultura europea. Un’opera di straordinaria importanza, culturale ed ambientale, che ha visto la collaborazione di norvegesi, russi, finlandesi, estoni, cechi, tedeschi, slovacchi, ungheresi, rumeni, croati. Una pista che trasuda ad ogni chilometro tutta l’identità del Vecchio Continente.
 Rudi Bressa - http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/una-pista-ciclabile-al-posto-della-cortina-di-ferro-che-divideva-leuropa

venerdì 17 ottobre 2014

trasformazione creativa: urban knitting


Urban knitting, è una street art proveniente dagli Stati Uniti che veste con lavori a maglia e filati intrecciati gli arredi urbani. Interventi gentili che non danneggiano. Creazioni all’uncinetto dalle straordinarie forme e colori che riscaldano cuori e menti dei passanti.

Genova ha adottato il progetto già nel 2014 e quest'anno lo rinnova con 9 installazioni territoriali e coinvolgendo migliaia di partecipanti.
Questo tipo di iniziative, oltre a rendere la città colorata e allegra (e non è poco!), tendono a rinforzare la socialità e il senso della comunità, favorendo l'incontro tra persone e culture; si lavora sul recupero e sul riciclo e si riscattano le arti dimenticate o che, nel turbinio degli anni del consumismo sfrenato, non hanno trovato spazi di espressione. 
Non c'è bisogno di essere giovani, belli, alti e magri per partecipare, nè ricchi o potenti. Basta un pò di voglia di mettersi in gioco, il desiderio di donare gioia, il piacere rivestire il proprio territorio di energia nuova.
A volte ricoprire una vecchia panchina di colore e creatività può essere come rivestire la nostra anima: dal fango alla luce, l'uomo nuovo è pronto a manifestarsi!



http://www.genovacreativa.it/iniziative/intrecci-urbani/2014/progetto#progetto

venerdì 25 aprile 2014

liberazione: è qui




"La festa della Liberazione alla quale la nostra generazione dovrebbe ambire è La Liberazione dall'oppressione degli Interessi di multinazionali e Grandi Banche d'Affari. Le Istituzioni Europee fanno la voce grossa con i cittadini europei ma sono totalmente sottomesse a questi poteri, anzi sono il loro strumento. La Commissione Europea oggi in Italia rappresenta i nazisti di allora. Questa europa che ha creato solo disastri va combattuta nel nome della sana Europa che si è sviluppata dal 1945 fino alla metà degli anni '80. " Mario Volpi me-mmt



Oggi ho accompagnato il portavoce candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a presentare la certificazione delle firme e dei documenti necessari per la presentazione della Lista M5S Città della Pieve alle Elezioni Amministrative. 
Del tutto "casuale", ma assolutamente appropriata, la data di oggi: 25 aprile, la Liberazione.

Liberazione, se ci riusciamo, dal giogo nel quale noi stessi soggiaciamo per incapacità di reazione, per cecità, per paura. 
Al di là della connotazione politica, 
VORREI Che l'energia di LIBERAZIONE da quello che è comprimente per ognuno di noi come Essere Umano, possa oggi iniziare ad essere espressa. 
VORREI che la bellezza e la creatività individuale possano manifestarsi ed arricchire una Comunità solidale.
VORREI che la gioia e la dignità siano il terreno su cui gni nuovo nato possa poggiare i suoi piccoli piedi.
VORREI che questo 25 aprile possa essere la vigilia di una lenta, inarrestabile erosione delle catene che costringono la nostra anima. 
Ad ogni livello, in ogni ambito, oggi, per costruire l'Uomo Nuovo.

Perchè Essere Felici ... Si Può






martedì 1 aprile 2014

proprietario del territorio che abito



Proprietario del territorio che abito... 

Utopia? No, realtà dal 1997. Dove? Ad Eigg, isola della Scozia, dove, dopo sei mesi di permanenza, chiunque ha diritto di entrare nel comitato dei residenti e partecipare alle scelte per la gestione comune del territorio.
Non solo, tenetevi forte: Eigg sarà a breve 

autosufficiente al 100% 

dal punto di vista energetico.


questo il link dell'articolo, leggetelo se avete voglia di dettagli.
A me interessa la notizia per quel che veicola: speranza, freschezza, nuova visione. E la certezza che si può fare, che possiamo creare mondi diversi, puliti, vivi, evoluti.


lunedì 24 marzo 2014

la parabola della rana bollita



Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se la mettete in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne resterà ferma. Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante. All’aumento della temperatura da 21 a 27 gradi la rana non farà nulla. Anzi essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltare fuori dalla pentola. Perché? Perché l’apparato interno della rana che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi, nel suo ambiente, e non a lenti e graduali.
Stai nella pentola a fuoco lento come la rana e non te ne accorgi.

Svegliati!

lunedì 24 febbraio 2014

la bellezza salverà il mondo? Il Nuovo Rinascimento Artigiano





"Come la bellezza salverà il mondo e l'economia" è il titolo di un articolo di Francesca Mazzocchi, interessante per l'affermazione di quello che sembra ormai un punto fermo nella strada verso una soluzione globale a questa crisi determinata a tavolino.
In sostanza parliamo di  Nuovo Rinascimento Artigiano, ovvero la rivalorizzazione della sapienza delle mani. Mani che sul suolo italico conservano la memoria ancestrale della bellezza, grazie al respiro di questo paese che pur nell'oblio e nel disconoscimento conserva il patrimonio artistico e culturale più significativo del mondo e vanta secoli di meravigliose creazioni. Mani dunque antiche e moderne allo stesso tempo, perchè se è vero che la storia insegna, mentre volgiamo lo sguardo all'indietro, non possiamo non tener conto che siamo uomini e donne del ventunesimo secolo e comprendiamo in noi anche lo spirito egualitario che è la base del concetto odierno di libertà e diritto.
Rivalutare quindi le capacità individuali, sovvertire il criterio col quale si attribuisce il valore, riqualificare la creatività e inventare nuova bellezza: questa la sfida globale. Per noi italiani questa la responsabilità e, oserei dire, il dovere. Se è vero che nulla accade a caso, nascere o crescere nel museo a cielo aperto del mondo implica un compito a beneficio di tutta la collettività: preservarne le ricchezze e veicolare il messaggio della bellezza sul pianeta. Le capacità non mancano di certo, l'ingegno nemmeno; discernimento e fiducia vanno cercate, all'interno, così come la buona volontà di chi si oppone alla crescita dell'Uomo Nuovo e alla sua evoluzione.
           

martedì 14 gennaio 2014

il decalogo di chi ha capito: e tu ci sei?

05.11.2013


Il decalogo di chi ha capito: e tu ci sei?



Questo è David Icke. Da anni scrive e parla in tutto il mondo di risveglio delle coscienze, ma lo fa in modo molto pragmatico e con dati alla mano. Non si rivolge ad una platea "spirituale", non affronta temi metafisici (o meglio, non esclusivamente e spesso non direttamente), ma ci espone in modo molto chiaro la sua visione, che io potrei riassumere molto sinteticamente così:

siamo in un sistema pilotato che tende a schiavizzarci attraverso la manipolazione mentale e genetica, al fine di acquisire un controllo totale a livello globale.

In verità Icke dice molte altre cose. Per adesso soffermiamoci su questo interessante decalogo:
Qui i 10 segni con cui puoi verificare dove “sei”….


rima della rabbia giusta



Rima della rabbia Giusta

17.07.2013



Tu dici che la rabbia che ha ragione
È rabbia giusta e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro tutta quella gente
Ma poi cambi canale e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce quando arriva la stagione
Vedere se diventa indignazione
E se diventa, voglio tenerla tesa
Come un'offesa
Come una brace che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo.



 Bruno Tognolini
da PensieriParole


Questa poesia mi è arrivata stamattina dall''amica Luciana, che ringrazio. 
Ogni cosa giunge quando serve, ed io spero che queste parole SERVANO per  svegliare la vita dentro chi guarda  nel suo cuore e trova rassegnazione, paura, dolore, invece di speranza, coraggio, gioia. 
Come dice Togliolini, quando arriva la stagione, cambia il mondo. 
Il mondo sei TU. 
Per quanto riguarda la stagione... la mia, è ADESSO.
    

Telemaco, la nuova risorsa

08.05.2013


telemaco, la nuova risorsa



Nel disfacimento totale di un sistema che, pur frantumato, resiste a se stesso, osserviamo come il nuovo si stia affacciando all'orizzonte con caparbia determinazione.
Gli archetipi di ancoraggio stanno mutando sensibilmente, e per sostenere questo cambiamento è necessario comprenderlo.

Come già spiega bene Massimo Recalcati , stiamo assistendo ad una sostituzione di valori di riferimento che fanno capo a figure ben definite nella nostra storia culturale; mi riferisco a tre personaggi mitologici di chiara fama: Edipo, Narciso e Telemaco.

Andiamo con ordine: Edipo, in conflitto con la figura paterna, è stato incarnazione attiva di ben due generazioni, quella del mitico '68 e quella succedanea del '77. Della seconda, ancorché in erba, ho fatto attivamente parte e quindi a pieno titolo posso esprimermi; è stato un momento esaltante ideologicamente e pregno di appassionata vitalità che si è espressa sostanzialmente nella contrapposizione all'autorità e alle istituzioni sia politico/giuridiche che morali ed etiche, caratterizzata dunque da profonda ribellione al sistema, con derive talora anche distruttive e devianti (gli anni di piombo ne sono un esempio).


Napolitano e la vittoria di Pirro

21.04.2013


Napolitano e la vittoria di Pirro





Come ben sappiamo, il pensiero crea.
Ma per essere efficace, la creazione deve essere integrata in tutto il nostro sistema, quindi totale, olistica, con buona pace dunque di emozioni contrastanti e devianti e di conflitti interni.
Per questo stamattina presto ho scelto di andare a fare una bella passeggiata rischiarante che mi ha portato a godere di un momento di sole e cielo azzurro: nella calma della campagna, unici rumori il cinguettio degli uccelli, seduta in un tappeto di fiorellini gialli, mi è parso lampante quello che ieri sera mi appariva annebbiato dallo sdegno e dal risentimento.

Come ben sappiamo, gli archetipi ci rappresentano, ci guidano, ci agiscono.
Quando espandiamo la coscienza su questa dinamica però, possiamo utilizzare le valenze positive dell'archetipo individuato e sentirci rafforzati  nella nostra azione consapevole. 


evoluzione e rivoluzione

17.02.2013


evoluzione e rivoluzione




La scommessa a 5 stelle







Il voto è vicino e la scelta un obbligo, quale che sia. 
Pur tentati a riporvi fiducia, molti esprimono in questi giorni legittimi dubbi sulla qualità e integrità di cui è composto l'eterogeneo popolo a cinque stelle. Vorrei esprimere il mio parere su questo argomento, perchè anche io osservo con attenzione il fenomeno, pronta a captare come il migliore dei radar, segnali di fumo senza arrosto, deragliamenti su binari morti, o potenziali quanto distruttive esondazioni. 
Capisco quindi chi segnala il pericolo che questo movimento includa al suo interno radicalismi e intolleranze, dalle quali, se date loro voce e potere, toccherà poi prendere le distanze o addirittura difendersi.