martedì 21 ottobre 2014

dove ci troviamo? Facciamo il punto



Dunque, dove ci troviamo? Tieniti pronto, tutto è nel piano divino.



Interessante articolo, che fa il punto della situazione attuale. 
Ciò che maggiormente trovo utile è il passaggio relativo a quello che ognuno di noi può fare nella contingenza di questi tempi turbolenti e privi di scenari futuri rassicuranti. 
Sono in sintonia con la visione dell'autore quando afferma che è necessario essere svegli, consapevoli e distaccati, come scrivo anche in A Passo Leggero,  e faccio mia la frase "...E’ tempo di azione preventiva, sia nell’attivismo che  livello personale. Ecco la cosa amorevole da fare per se stessi,  il pianeta e le persone amate."
Buona lettura!! 


 
Ognuno di noi deve giusto fare la sua parte, questo il punto cruciale della questione. Tieniti pronto per qualsiasi cosa , sia spiritualmente che fisicamente.

Sembra che il delirio aumenti di giorno in giorno…Mentre l’imbroglio Ebola si dipana e ISIS pare arrivi ad una chiusura, gli USA e la NATO  stanno intrufolandosi in Siria, come se nessuno stesse guardandoli.
Nel mentre  la folle Israele sta pianificando  un altro massacro a Gaza e il genocidio ucraino continua. Come se non bastasse, l’economia è sull’orlo del collasso, il nostro cibo, aria, acqua continuano ad essere avvelenati, i nostri oceani ed atmosfera stanno morendo , le comunità umane subiscono il fracking e Fukushima continua ad eruttare e la enorme caldera di Yellostone sta minacciando…
La testa della piu’parte della gente sta girando ampiamente … e i piu’ stanno cercando di non pensare a questo assalto nelle loro teste e nel loro apparato sensoriale.
E’ esattamente l’ambiente che i manipolatori vogliono: un totale sovraccarico di tutto, una popolazione attonita e  complice, pronta per ondeggiare come le alghe nella marea della loro propaganda inquinata.
Questo è un tempo molto importante, per essere consapevoli e svegli, per non buttarsi nelle notizie e informazioni senza restare consapevoli e il piu’ possibile distaccati emozionalmente.
Date un’occhiata alle cose ma non schieratevi con il veleno tra le righe. Di solito per chi è risvegliato tutto questo è chiaro, ma…quando c’è una valanga del genere, ondate su ondate di eventi sensazionali e notizie, possiamo perdere la prospettiva  e senza renderci conto, cadere preda dei loro tossici disegni ed intenzioni.
Se Ebola è vero o meno, importa poco.
Come in tutte le false flags ed eventi costruiti a tavolino, c’è sicuramente qualche evidenza credibile, da cui fanno partire la loro successiva ondata di  assalto.
Dopotutto quel che serve è avere dei “casi riportati” o “minacce potenziali” e via che si va… Cio’ che piu’ conta è non venire risucchiati nella modalità reattiva.Tutti i vari media, saltano subito dentro il ciclo reattivo, con l’intento preciso di seminare shock e paura.
Dobbiamo scuotere vigorosamente quella attitudine mentale, per poter essere in grado di vedere chiaramente.
Si tratta solo di un altro scenario del tipo “problema-reazione-soluzione” e adesso si usa la scusa della pandemia mortale. Ma giusto guardate quel che fanno. Se pensavate che i bombaroli mutanderi sono stati efficaci nel cambiare le procedure di sicurezza, beh allora non avete visto ancora nulla.
Il Connecticut è entrato in una chiusura totale, con i civili,  senza che un singolo caso di Ebola  sia stato riportato nella zona. Potrebbero semplicemente sembrare misure di precauzione, per sicurezza, ma pare che… la gente sia stata giudicata abbastanza malleabile  per proseguire nel giro di vite…
Ora i lavoratori negli aeroporti stanno scioperando e lasciando i loro lavori, poichè non vogliono sterilizzare o controllare i passeggeri in arrivo.
Ecco… le ruote sono messe in movimento…
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Ebola bin Laden
Ebola è stato sfornato esattamente nello stesso modo del precedente uomo nero,. Bin Laden si dice fosse dietro attacchi  militari durante tutti gli anno ’90 e poi è sttao catapultato come uomo nero dietro dietro la messa in scena degli attacchi dell11 settembre.
L’idea deve essere impiantata nelle menti per tempo... è cosi giornali che i notiziari sono pieni di notizie di pandemie di ebola in parti scollegate dell’Africa
Le immagini di questo spaventoso e mortale ebola sono state messe sotto gli occhi  della gente con accurato tempismo, mentre le menzogne sono state inoculate per condizionare il sistema immunitario mentale.
Nel mentre Holliwood, controllato da Cia e Sion,  si è dato da fare nelle retrovie, producendo film come Outbreak, I Am Legend e piu’ recentemente World War Z (Guerra Mondiale Z). Un bel condizionamento.
La depopolazione è sotto il naso
Quasi ironicamente e soprattutto alla luce di una pandemia, in molti stanno attendendo uno sterminio di massa, come compimento delle Georgia Guidestones ed altre dichiarazioni della elite  che affermano una drastica riduzione della popolazione
Il fatto è che… sta già accadendo, non lo vedete semplicemente perché è su una linea temporale diversa e a lungo termine  e spesso l’operazione è accompagnata da una sterilizzazione pianificata con cura. Ma è pienamente in corso, lenta e certa, sotto il naso dell’umanità. La piu’ parte  dell’industria politica, multinazionale e della paura, si concentra sulle menti dell’umanità, preoccupate e in difensiva, cosi che non saranno in grado di affrontare o saranno reattive a ciò che viene fatto loro quotidianamente.
Bambini e adulti vengono sterilizzati da vaccini, OGM, radiazioni, acque adulterate, cibi, farmaceutica, mentre la popolazione viene tranquillamente sostituita da robot, giusto per citare qualche meccanismo in gioco.
Senza contare la proliferazione a tavolino di cancro e una valanga di altre malattie  promosse dalle multinazionali  e dai piani governativi.
Dicono anche pubblicamente di avere una data come obbiettivo… il 2050, perché questo piano sia totalmente implementato.
Fra 36 anni, al passo in cui stanno andando le cose e  se nulla cambia, non ce ne saranno tanti In grado di sopravvivere, men che mai di riprodursi, che ci sia o meno la pandemia .
Il punto è che ORA è il tempo per identificare chiaramente ciò che sta veramente accadendo  e per agire di conseguenza.
Bisogna che la gente si risvegli in modi più realistici, non solo intellettualmente ma praticamente, mentre continuano la loro battaglia per la verità e la consapevolezza.
Non c’è un progetto futuro: ridurre drasticamente la popolazione mondiale è un programma continuo , che ha luogo mentre il mondo è ingannato, deviato, e distratto da falsi copioni animati e illusori, che sono davanti agli occhi di tutti.
La Luce alla fine del tornado
Si lo so, il tutto sembra oscuro, ma è realistico. La maggior parte degli Americani e degli Occidentali, vivono sulla difensiva, reagendo ad ogni istanza proposta dai poteri governativi, usurpatori, in essere.
Alla fine la verità vincerà, ma quando il tornado, qualsiasi sia la sua origine, sta svoltando verso casa vostra, non c'è tempo per discutere sulla fonte o le ragioni che vi sono dietro. E’ troppo tardi per questo.
per gli Americani è tropo tardi da decenni. Il gigante addormentato non è solo morto , ma c’è anche il karma che sta passando per battere cassa.
Gli Americani, con il loro silenzio e supporto energetico e finanziario sono stati complici del genocidio di milioni nel mondo, per decenni ed anche della violenza sulle risorse del pianeta.
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Quel che gira intorno …
Nei media alternativi, da anni stiamo vedendo in dettaglio, tutti i vari scenari possibili. Non vi sono dubbi su quale è il loro programma e quali le loro intenzioni, nei vari metodi in gioco: soggiogare l’umanità
Le persone si stanno rapidamente svegliando e questo è bellissimo, ma stiamo passando attraverso la fase che ha bisogno di essere affrontata razionalmente e consapevolmente.
Non tutti possono spostarsi su un terreno superiore o fuggire verso nord, lo comprendo. Fate attenzione all’assetto mentale difensivo e fate quel che c’è da fare, in pace e sicurezza.  Se le vostre preparazioni e le tue attività in corso, non saranno fatte in piena coscienza, cio' andrà contro di voi.
Ma allo stesso tempo, starvene seduti e puntare il dito verso un tornado in arrivo come se comprenderne le origini e implicazioni potrà disperderlo… è pura follia.
E’ tempo di azione preventiva, sia nell’attivismo che  livello personale. Ecco la cosa amorevole da fare per se stessi,  il pianeta e le persone amate. 
Cosi almeno è come la vedo io. Le nuvole tempestose e i venti turbolenti che le accompagnano, sono qui e non c’è segno di miglioramento a breve. Hanno troppo in serbo.  Sono psicopatici il cui morale della favola, è la famosa opzione Samson: “ Se non potremo averlo noi, non potrà averlo nessuno”.
E con piacere abbatteranno la casa davanti a tutti voi, se la situazione conviene.
Non abbiamo bisogno di soffermarci su queste realtà orrende, ma ignorarle equivale a negarle. [newagers: capito bene?]
E’ un tempo e luogo difficile in cui essere, per molte ragioni , ma abbiamo scelto di essere qui e dovremmo affrontare le sfide con coraggio.
Il risveglio ha un potere che loro non conoscono e non vedo l’ora di vedere come si manifesterà. Ognuno di noi deve giusto fare la sua parte, questo il punto cruciale della questione.
Stai felici e in buono stato. Tutto è nel piano divino. Dipende da noi manifestare l’intenzione divina e portare l’ordine divino nel loro caos ingegnerizzato e corrotto. Tutto l’universo creativo e meraviglioso, sta lavorando con noi ! Tieniti pronto per qualsiasi cosa , sia spiritualmente che fisicamente.
Much love always, Zen
Traduzione Cristina Bassi

sabato 18 ottobre 2014

trasformazione creativa: quando la separazione diventa unione




Una pista ciclabile 

al posto della cortina di ferro che 

divideva l’Europa



Quasi 7000 chilometri di pista ciclabile ripercorrono la cortina di ferro che divise l'Europa, dal Patto di Varsavia fino alla caduta del muro di Berlino.

Un percorso per riscoprire la storia dell’Europa. Una pista verde che trasforma quello che fu il confine tra Europa dell’Ovest e dell’Est in un trait d’union della cultura europea, grazie anche alla mobilità dolce.

È questo il progetto proposto in Parlamento dal deputato tedesco Michael Cramer, che nel 2005 vide nella “Iron Curtain Trail” un modello di turismo sostenibile.

Si tratta di quasi 7000 chilometri (6.800 per la precisione), che vanno dal Mar Nero a sud fino al Mare di Barents a nord. E ironia della sorta quella che era considerata una “cintura della morte”, è oggi una “cintura verde”, trasformata in uno straordinario habitat per piante e animali grazie a decenni di isolamento.

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Una vera e propria riserva naturale, patrocinata e protetta dallo stesso Mikhail Gorbachev, ex presidente dell’Unione Sovietica e presidente di Green Cross International (GCI). La “Pista della Cortina di Ferro” attraversa ben 150 parchi naturali, tre riserve naturali Schaalsee, Elbaue e la Rhoen e il Parco Nazionale del Harz Mountains.

Non solo natura. Ci sarà la storia ad accompagnare chiunque si addentrerà attraverso questo confine storico, teatro di numerose battaglie e culla della cultura europea. Un’opera di straordinaria importanza, culturale ed ambientale, che ha visto la collaborazione di norvegesi, russi, finlandesi, estoni, cechi, tedeschi, slovacchi, ungheresi, rumeni, croati. Una pista che trasuda ad ogni chilometro tutta l’identità del Vecchio Continente.
 Rudi Bressa - http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/una-pista-ciclabile-al-posto-della-cortina-di-ferro-che-divideva-leuropa

venerdì 17 ottobre 2014

trasformazione creativa: urban knitting


Urban knitting, è una street art proveniente dagli Stati Uniti che veste con lavori a maglia e filati intrecciati gli arredi urbani. Interventi gentili che non danneggiano. Creazioni all’uncinetto dalle straordinarie forme e colori che riscaldano cuori e menti dei passanti.

Genova ha adottato il progetto già nel 2014 e quest'anno lo rinnova con 9 installazioni territoriali e coinvolgendo migliaia di partecipanti.
Questo tipo di iniziative, oltre a rendere la città colorata e allegra (e non è poco!), tendono a rinforzare la socialità e il senso della comunità, favorendo l'incontro tra persone e culture; si lavora sul recupero e sul riciclo e si riscattano le arti dimenticate o che, nel turbinio degli anni del consumismo sfrenato, non hanno trovato spazi di espressione. 
Non c'è bisogno di essere giovani, belli, alti e magri per partecipare, nè ricchi o potenti. Basta un pò di voglia di mettersi in gioco, il desiderio di donare gioia, il piacere rivestire il proprio territorio di energia nuova.
A volte ricoprire una vecchia panchina di colore e creatività può essere come rivestire la nostra anima: dal fango alla luce, l'uomo nuovo è pronto a manifestarsi!



http://www.genovacreativa.it/iniziative/intrecci-urbani/2014/progetto#progetto

giovedì 16 ottobre 2014




Burlington, la città che produce tutta l’energia da fonti rinnovabili

Idroelettrico, eolico e a biomassa. Così Burlington, la più grande città del Vermont è la prima negli Usa a produrre elettricità 100 per cento rinnovabile.

L’annuncio è di qualche giorno fa. Burlington, in Vermont, è in grado di fornire ai 42.000 residenti elettricità proveniente al 100 per cento da fonti rinnovabili. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’acquisto di una centrale idroelettrica da 7,4 megawatt sul fiume Winooski, a poca distanza dalla cittadina, che fornirà circa un terzo dell’energia richiesta dai cittadini di uno dei maggiori produttori di sciroppo d’acero di tutti gli Stati Uniti.
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La restante energia proverrà per un terzo da impianti eolici e per un terzo da una centrale a biomassa, la Joseph C. McNeil Generating Station. Impianto che utilizza scarti della lavorazione del legno per produrre elettricità.
Il progetto, secondo quanto si legge in un articolo pubblicato sul Washington Post, fa parte di una visione a lungo termine, che prevede che l’intero Stato americano raggiunga il 90 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2050.

“Ciò dimostra che siamo in grado di farlo e di farlo a costi competitivi anche per il futuro”, ha detto Christopher Recchia, commissario del dipartimento di servizio pubblico del Vermont al Washington Post.
Un risultato che salda la prima posizione del Vermont tra gli Stati più green d’America, secondo Forbes. Al secondo posto il vicino Oregon, terzo lo stato di Washington.
Rudi Bressa- http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/burlington-energia-fonti-rinnovabili

mercoledì 16 luglio 2014

leggo e valuto... con la mia testa :-)


La democrazia è il governo del popolo, ma se le opinioni sono manipolabili resta solo una parola vuota. Adesso è scientificamente dimostrato che le opinioni sono manipolabili.
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Per una curiosa convergenza temporale negli ultimi mesi si sono succeduti due studi sulla possibilità di manipolare l’opinione pubblica mediante un’azione sui social network, ma in realtà si tratta di meccanismi validi anche al di là dell’ambito social. Il caso più noto riguarda lo studio condotto da Facebook su un campione di 155.000 utenti ignari di essere sottoposti ad un test per il quale è stato ritenuto sufficiente solo il generico consenso espresso da tutti gli utenti all’atto dell’apertura dell’account. Nulla sarebbe trapelato se lo studio non fosse stato pubblicato il 17 Giugno scorso su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) con il titolo “Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks“, dove un grafico mostra l’effetto sugli utenti della manipolazione dei feedback positivi/negativi:
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Sopra, didascalia: Numero medio di parole che esprimono emozioni positive (colonne più alte) o negative (colonne più basse), in percentuale, generate dalle persone in base al loro stato emotivo. Le barre rappresentano il margine di errore.
Subito però si è passati dall’interesse alle proteste per la violazione dei diritti degli utenti del social, a fine Giugno la notizia varcava l’ambito accademico per approdare sulla stampa (vedi agenzia ANSA) e il 2 Luglio arrivavano delle poco convinte scuse, come documenta il Corriere della Sera, molto più critica verso l’atteggiamento della dirigenza di Facebook appare invece la CNN.
L’esperimento era in particolare teso a verificare la possibilità di condizionare gli utenti mediante l’esposizione a notizie filtrate, come riportato su Le Scienze:
Sui social network le emozioni, sia positive sia negative, passano efficacemente da un utente all’altro attraverso la semplice visualizzazione dei messaggi, influendo sul tono degli interventi successivi. E’ la prima volta che si riesce a dimostrare sperimentalmente che il fenomeno del contagio emotivo avviene anche attraverso il puro linguaggio scritto, privato delle sue componenti non verbali…
Per dare valenza sperimentale al loro studio, i ricercatori hanno agito sui filtri del News Feed di Facebook, ossia dell’algoritmo che seleziona i messaggi scritti dagli amici in base all’interesse individuale per certi contenuti, in modo che arrivino solo quelli presumibilmente più significativi. (Senza questi filtri un utente medio di Facebook sarebbe potenzialmente esposto a circa 1500 contenuti al giorno, mentre grazie a essi solo il 20 per cento circa dei messaggi finisce nella sua bacheca.) In questo modo Kramer e colleghi hanno potuto aumentare o diminuire il numero di messaggi positivi/negativi/neutri visualizzati da ciascun utente.
Che lo studio sia di interesse in campo politico e persino militare è ricavabile da una delle firme, Jeffrey T. Hancock della Cornell University già collaboratore della Minerva Initiative del Dipartimento della Difesa degli USA per il quale ha realizzato lo studio “Modeling Discourse and Social Dynamics in Authoritarian Regimes” (Modelli di discorsi e dinamiche sociali nei regimi autoritari). Dallo studio delle dinamiche sociali nei regimi autoritari alla verifica della possibilità di influenzare le dinamiche sociali in una direzione ritenuta desiderabile la distanza non è molta.
Inosservato era passato solo pochi mesi prima uno studio condotto sulle dinamiche di un altro importante social, in febbraio era stato infatti pubblicato sulla rivista Chaos e ripreso da Le Scienze uno studio condotto su Twitter:
L’opinione predominante, condivisa dalla maggioranza delle persone, emerge rapidamente su Twitter, qualunque sia l’argomento, e una volta stabilizzata difficilmente può cambiare. Lo ha scoperto una nuova analisi automatizzata, che potrebbe essere utilizzata per prevedere – ma forse anche per influenzare – come si orienterà l’opinione pubblica
Non solo l’opinione della maggioranza tende a convogliare ulteriori consensi, ma il dato più interessante è che basta un esiguo margine iniziale a favore per determinare grandi spostamenti di consensi, come riportato sempre su Le Scienze:
…sul lungo periodo, l’opinione che prevale è quella che all’inizio aveva un modesto vantaggio sulle altre. Questo fenomeno, tipico dei sistemi caotici, è denominato dipendenza sensibile dai dati iniziali o più volgarmente “effetto farfalla”, perché fu esemplificato da Edward Lorenz, pioniere della teoria del caos, in una celebre conferenza dal titolo “Il battito delle ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas?”.
Graficamente la situazione è così riassunta:
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Le dinamiche di maggioranza prevedono inoltre l’esistenza di uno “zoccolo duro” che non si uniformerà comunque all’opinione della maggioranza e che può essere accettato come un dato fisiologico che con la sua presenza ai livelli attesi potrebbe addirittura confermare il raggiungimento di una situazione di stabilità.
Le parole conclusive degli autori dell’esperimento, riferite alla fine dell’articolo su Le Scienze, non lasciano dubbi sul potenziale del meccanismo accertato:
Secondo i due ricercatori, il loro metodo di analisi potrebbe essere estremamente utile a politici e grandi società per analizzare le caratteristiche e gli schemi di evoluzione delle diverse opinioni, e quindi studiare come influenzare l’opinione pubblica a proprio favore.
Dopo i risultati degli esperimenti condotti su Facebook e Twitter, appare evidente il potenziale di controllo sociale esercitabile tramite semplici interventi effettuabili sui social network. Ma le dinamiche emerse confermano anche un meccanismo più generale secondo il quale l’opinione pubblica tende ad orientarsi nella direzione che ritiene essere quella della maggioranza, basta anche un margine iniziale minimo, e questo potrebbe valere anche nel caso dei sondaggi d’opinione o di una serie di articoli giornalistici che potrebbero generare l’opinione pubblica anziché misurarla o documentarla.
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Si tratta quindi di un meccanismo di facile impiego e realizzazione, uno strumento che fornendo l’immagine desiderata degli orientamenti della maggioranza, potrebbe essere impiegato per creare quella stessa maggioranza che si vuole indicare come già esistente.
Articolo di Enzo Pennetta

sabato 31 maggio 2014

BORGHESE E DI SINISTRA: LA RAZZA ESTINTA?




Nel 1993 mio padre, economista, storico studioso di ogni, mi intratteneva amabilmente nel giardinetto del mio borghesissimo villino a schiera nella migliore periferia milanese, sulla visione apocalittica del mio futuro; in sostanza vaticinava l'annientamento di popolazioni del "terzo mondo" tramite guerre indotte e la scomparsa progressiva del ceto medio occidentale, dovuta ad impoverimento pilotato dai vertici del sistema capitalistico mondiale; il tutto, in un arco di tempo non  superiore ai successivi 20 anni. Col solito caustico umorismo mi  informava del fatto che per lui e la sua generazione non ci sarebbero stati molti problemi, ma la mia e le successive se la sarebbero vista molto brutta, e mi esortava quindi a godermi gli ultimi fasti di un presente godereccio e pieno di promesse. Ero avvisata già da molto quindi, ma questo non mi ha impedito di precipitare, come tutti, nel baratro fagocitante di questo mostro a più teste che con sistematico cinismo pilota le vite degli europei per asservirci al suo volere e profitto.   

A questo proposito trovo interessante questa ricostruzione: leggete un pò e vedete se vi ci ritrovate...

IO SONO UNA BORGHESE DI MERDA
"Ma tu non eri di sinistra?" mi chiedeva con preoccupazione un mio follower twittarolo stamattina. Il fatto è, caro, che prima di tutto io sono una borghese di merda, e proprio per questo a vent'anni ero comunista. Non c'è da stupirsene perché sono i borghesi che scelgono la bandiera rossa senza averne la necessità. Marx, Lenin, Trockij, Che Guevara, Fidel Castro, erano tutti borghesi, perché è la borghesia che, quando l'élite esagera, che si tratti di incipriati aristocratici e pretacci o di latifondisti, capitalisti e padroni delle ferriere, fa le rivoluzioni. Sono stata di sinistra per un lungo tempo, prima che saltassero tutte le regole su chi dovesse stare dalla parte del popolo e chi invece doveva vendersi al Capitale. Perché qualcosa è successo, darling. Più o meno attorno al Sessantotto. E' stato un processo lungo e difficile da allora, ma sta giungendo a compimento. La più grande operazione di pulizia sociale della storia. La fine della lotta di classe con la proclamazione del Capitale come vincitore. With a little help from his friends.

Ti spiego il mio percorso. Sono una borghese, dicevo, e la mia è la classe media che, ad un certo punto, nel secolo scorso, è riuscita storicamente ad inglobare emancipandola anche tanta parte della classe operaia. Merito delle lotte dei borghesi dalla coscienza infelice di cui sopra condotte assieme agli operai, certo, ma anche di un capitalismo che pensava che estendere la ricchezza a fasce più ampie della popolazione, facendo diventare i proletari classe media, significava più merci vendute, più profitti e più benessere per tutti. Il famigerato moltiplicatore. Ma già, Henry Ford era un nazifascista anche se pensava che aumentando il salario ai suoi operai questi avrebbero potuto comperare il modello T che fabbricavano.

Quello della mia gioventù sembra un mondo perduto ed estinto; una meraviglia, sai, in confronto a quello di oggi. E sono sicura che te ne ricordi, perché non sei di primo pelo neppure tu.
Uno stipendio in famiglia bastava a condurre una vita più che dignitosa dove non ti mancava nulla di veramente necessario.  Esisteva ancora il concetto di superfluo e per quello c'era il "no, non ce lo possiamo permettere". Quel no ti aiutava a crescere e a capire che, una volta grande, te lo saresti guadagnato con il tuo lavoro, perché il lavoro ci sarebbe stato, secondo quello che avevi studiato e imparato a fare.
Perfino con uno stipendio solo, con i risparmi (allora si riusciva a mettere da parte qualcosa ogni mese), la famiglia riusciva a comperarsi la casa dove viveva e, se lavoravano tutti e due i genitori, ci si comperava magari un'altra casa al mare o in campagna o in montagna. Perché allora esistevano ancora le ferie e le vacanze non duravano meno di venti giorni. Per le malattie c'era il welfare, ad una certa età arrivavano la pensione e la liquidazione con la quale ti potevi togliere qualche sfizio in più o farti la casetta di cui sopra, perché i nonni non erano costretti a mantenere nipoti disoccupati. Erano i tempi in cui l'Italia stava diventando, pur tra corruzione, mafia e caste, e sottoposta a sovranità limitata come paese sconfitto, la quinta potenza industriale del mondo.
Non erano tutte rose e fiori? Certo, c'erano come sempre i poveri e lo sfruttamento, il mondo era diviso in classi.  C'erano la crisi petrolifera, il terrorismo di stato, le bombe, le guerre imperialiste. Poi arrivò la shock economy, prima dal Sudamerica (però così lontano da noi) e poi nel mondo anglosassone, con i primi vagiti del dominio finanziario sulle nostre vite ma la speranza di un futuro migliore non mancava, nessuno pensava che, pur lavorando da rompersi la schiena, da vecchio sarebbe stato povero e abbandonato perché gli avrebbero portato via tutto. Non avevamo nulla da perdere, caso mai ci sarebbe stato ancora qualcosa da ottenere. Il muro nero della depressione, dell'assenza di un futuro o dell'angoscia data dal pensiero di che cosa sarà il nostro futuro in balia della povertà non esisteva e nessuno sarebbe stato in grado di immaginarlo, a meno che non fosse vissuto al di là di qualche Cortina di Ferro.
Soprattutto nessuno si sarebbe mai immaginato che il benessere ottenuto in base alle lotte sindacali, nato dal sangue degli operai e di quei borghesi empatici e simboleggiato in maniera sacra dalla democrazia, dato ormai per acquisito perché certificato nella Costituzione, sarebbe stato possibile toglierlo al popolo per consegnarlo ad un'élite intenzionata a redistribuire la ricchezza esistente verso l'alto, accaparrandosela tutta e creando un mondo dove l'1% ha tutto e il 99% quasi nulla, senza più democrazia. Un mondo nuovo ma tremendamente simile al Medioevo che, per essere realizzato, ormai lo sappiamo, nei trent'anni previsti per il suo compimento non potrà che finire con l'eliminazione fisica della classe media, magari sostituita da carne da macello proveniente dal terzo mondo da impiegare per la pulitura dei cessi dove andranno a sedersi i culi imperiali.
Credo che, se qualcuno allora, negli anni sessanta-settanta, avesse visto un'anteprima del futuro, ovvero dei giorni nostri, lo avrebbe considerato il peggiore incubo mai vissuto e nessuno avrebbe potuto immaginare che coloro che si sarebbero offerti spontaneamente per farlo avverare sarebbero stati i partiti di sinistra, quelli più tradizionalmente (allora) vicini al popolo. 

Eccoci, caro, al perché io non sono più comunista, non sono più di sinistra, anzi non sono niente, sono solo una borghese di merda ma molto, molto incazzata.
Sono incazzata e mi difenderò fino all'ultimo perché vogliono farmi fuori. Vogliono portarmi via ciò che la mia famiglia mi ha lasciato, affinché, assieme a ciò che mi guadagno con il mio lavoro, potessi avere una vecchiaia serena senza dover dipendere da nessuno. Penso a me stessa, certo. Gli altri hanno smesso di pensare a me.

Ti pare impossibile che l'orrendo scenario che ti ho descritto possa realizzarsi? Cosa ti stanno ripetendo giorno e notte, tutti i giorni e a tutte le ore, caro amico? Che quel mondo che ti ho descritto e che abbiamo vissuto, che ci ha permesso di crescere ed arrivare fin qui dobbiamo scordarcelo perché NON POSSIAMO PIU' PERMETTERCELO. E, di grazia, ti stai chiedendo il PERCHE'? Perché le risorse mondiali sono limitate? Per quello basterebbe uno sviluppo più responsabile. Basterebbe quella cosa che si chiama progresso e che nasce dall'ingegno di persone molto creative in ogni epoca e che in poco più di cento anni ci hanno dato l'elettricità, la mobilità di persone e merci e la comunicazione. Progresso che serve da sempre a migliorare la vita delle persone e a renderla più facile. Basterebbe tendere a realizzare uno di quei mondi futuribili ideali che nessun romanzo di fantascienza ha più il coraggio di immaginare.
Il nostro benessere non possiamo più permettercelo perché ciò che abbiamo lo vuole qualcun'altro, e non sono certo coloro che non hanno nulla ma quelli che hanno già tutto. Vedi, in fondo, da borghese di merda, con queste parole sto pensando anche a te, sto cercando di avvertirti del pericolo, anche se non meriteresti affatto di essere salvato.

Non sono direttamente le élite che ti annunciano la fine del tuo diritto al benessere perché un domani conterà solo il loro, perché la scusa delle risorse limitate è un'occasione ghiotta per fare un po' di pulizia sociale e vincere la Lotta di Classe. Te lo fanno dire dai loro servi. Quelli che si sentono superiori perché non sono razzisti ma democratici, a favore delle minoranze, antifascisti, ammiratori dell'Europa e della serietà teutonica, progressisti, internazionalisti, contro tutte le diversità perché devoti all'OMOLOGAZIONE. Che si sentono importanti perché con il 99% possono masturbarsi sulle grandi cifre e non si accorgono che la loro maggioranza è destinata a diventare il soylet green.
Sono quelli che ogni mattina ringraziano non si sa chi per non essersi svegliati trasformati in scarafaggi piccoloborghesi.

Quando tutto iniziò, con i primi attacchi ai diritti sociali acquisiti e l'avvento della dittatura del mercato, avrebbero dovuto riconoscere subito il progetto reazionario e revanchista dell'élite. Certo avrebbero dovuto difendere il benessere generale, le conquiste ottenute fino a quel momento e la democrazia, distinguendo tra capitalismo accettabile e capitalismo disumano, alleandosi con quella borghesia di merda che però sa fare le rivoluzioni e che un minimo di riconoscenza se la meriterebbe.
Invece, pur di non rinnegare la lotta antiborghese di principio, hanno ascoltato le sirene della globalizzazione travestita da internazionalismo ed hanno scelto l'omologazione nel concime, il "semo tutti uguali" come materia organica anfibia, per potere essere ancora più merda della borghesia e in fondo distinguersi. Perché in fondo sono dei neoaristocratici pure loro.
Si sono alleati con il Capitale contro il resto del mondo e di fatto contro loro stessi. Perché credono di appartenere ad un corpo speciale e privilegiato per essersi guadagnati con il tradimento l'onore di poter dare il colpo di grazia all'odiata borghesia (rinnegando Marx, Lenin e gli altri che ho nominato) ma sono anche loro feccia destinata a soccombere. Li tengono per ultimi per compostarli meglio. Concimeranno con onore i giardini degli ingiusti di Elysium. 

sabato 24 maggio 2014

IL CAMBIAMENTO CREDIBILE



Credibile è qualcosa che può essere considerato vero, attendibile. Qualcosa su cui riporre fiducia, perché si è certi che risponde a verità. Il M5S è credibile. È credibile quando i suoi candidati sottoscrivono il vincolo di massimo due mandati, quando i suoi deputati in parlamento si dimezzano lo stipendio e restituiscono i soldi, quando nelle liste elettorali vengono iscritti solo incensurati, quando gli avvenimenti di palazzo vengono raccontati nelle piazze e documentati sul web, quando i disegni di legge vengono condivisi e votati dagli e con gli attivisti del MoVimento.
E’ credibile perché composto da persone che della politica non fanno un mestiere, ma un servizio, accomunati non da un interesse, ma da una visione: abbattere le barriere costruite dalla nomenklatura, dalle lobby, dai sistemi di potere che privilegiano alcuni a scapito di moltissimi, e creare futuro. Già la parola sembra un azzardo di questi tempi, ma noi la pronunciamo con orgoglio perché crediamo che costituisca non solo un diritto, ma un dovere sia nei confronti di noi stessi che delle giovani generazioni. Quel futuro che la politica di questi anni, nazionale ed europea, con rapace strategia ci ha sottratto goccia a goccia, privandoci della possibilità di sognare, costruire, immaginare, scegliere. 
Ebbene, il M5S non intende cedere alla logica del più forte, anche perché ormai, mentre scriviamo, è chiaro che il gigante ha i piedi d’argilla. Lo vediamo sgretolarsi, sciogliersi come neve al sole, questo sistema che privilegia l’avere all’essere, la logica del profitto a quella del benessere dei popoli. Sappiamo che il tempo è finito, che chi resiste dovrà arrendersi: la massa critica composta da cittadini che rivendicano i loro diritti, la loro dignità, la rettitudine e l’integrità è ormai un’onda in piena. Stiamo riscrivendo la storia, e lo stiamo facendo in modo pacifico, democratico, sereno perché sappiamo che il cambiamento è in atto e nulla potrà fermarlo. Il nostro percorso non trova radici nelle ragioni di un mero avvicendamento politico, ma in una crescita delle coscienze individuali che scelgono nuovi modi per abitare questo pianeta, scelgono una esistenza sostenibile sia a livello ecologico che di comunità, dove nessuno possa essere calpestato e ignorato. Usciamo dalla logica del pesce grande che mangia il pesce piccolo, e procediamo alla rinascita della nostra Italia e dell’Europa dei popoli, partendo dal territorio, dalle piccole realtà come Città della Pieve. Grazie quindi a tutti i cittadini che abbiamo avuto modo di incontrare, con cui abbiamo discusso, che hanno partecipato alla costruzione di una nuova cittadinanza attiva, al rinnovato senso di Comunità. Il nostro impegno continua: osiamo concepire il nuovo e il nuovo si concretizzerà. Il tempo è giunto.

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